FISHING MILANO

Qui sotto potete leggere le nostre ultime avventure di pesca !


Questa sezione del sito è stata un pochino abbandonata, negli anni scorsi, per la poca disponibilità di tempo da parte del sottoscritto nel pubblicare i reportage delle varie uscite di pesca effettuate.
Mi ripropongo di aggiornare partendo con il mese di marzo 2010.
Grazie per l'ascolto

Il WebMaster

All'Idroscalo di Milano con Michele Colapinto.

Buona mattinata di pesca per Michele Colapinto, socio della Nord2000, all'Idroscalo di Milano! Pesca all'inglese con
galleggiante piombato da 14 grammi, lenza fatta solo di una girella e terminale di 25 cm dello 0.10 con amo del 16.
Qualche palla di pastura (quella gialla da fondo della Dani 2000) e via coi lanci. Scardole e gardon non si sono fatti pregare
e anche qualche pesce gatto ha visto la sponda. Michele ha catturato anche delle stupende alborelle giganti
(circa 20/25 grammi) che non vedevo da tempo. Per vedere le foto clicca quì!!

A pesca di trote il primo dell'anno al lago Bellaria!!

Solita compagine presente anche al primo dell'anno: Lugli Maurizio, chi scrive e i fratelli Colapinto,Stefano e Michele, soprannominati "Turner e il casinaro", per via della confusione che creano sulle sponde di laghi fiumi e canali!Decidiamo di recarci a pesca per inaugurare il 2003 al lago Bellaria, a qualche km da Milano, con la speranza di catturare qualche trota che, rimbambita dai botti di S.Silvestro, non badi troppo all'attrezzatura non troppo consona, dato che è una pesca che non facciamo praticamente mai. Attrezzatura degli astanti: inglesina 4,50 mt e lenza studiata (quella dell'anno prima) per il sottoscritto, bolognesina per Maurizio, fissa 5 mt per i fratelli Colapinto. La prima possibilità di cattura ce l'ha il sottoscritto ma slama la trota che con un balzo fuori dall'acqua riesce a conquistare la libertà, e così il primo pesca del 2003 tocca a Michele che salpa una trotella di un paio di etti (in pratica un'alborella coi denti). Poi, nel breve volgere di un quarto d'ora, escono dall'acqua 9 trote, catturate da me, Maurizio e Stefano. Ma il festival dura poco, dato che passato quel quarto d'ora, ci vogliono circa altri 60 minuti per rivedere di nuovo un pesce fuori dall'acqua. Ma è in quel lasso di tempo che "il casinaro", alias Michelino Colapinto da il meglio di se stesso sbagliando 5/6 mangiate perchè tutto preso dal preparare una pesca alternativa (piombino per il fondo, cucchiaino rotante etc.)ed ogni volta che lui da le spalle al lago, il suo galleggio parte verso il fondo per riemergere subito dopo, non dando la possibilità al Miki di ferrare (d'altro canto è difficile ferrare quando in una mano hai una canna e nell'altra lenze, piombi e rotanti!!). Ed è di nuovo un quarto d'ora di fuoco: il sottoscritto salpa 4 trotelle in circa dieci minuti perdendone anche un paio per strada, Maurizio altre due e due anche per Michelino. L'unico che non prende, questo giro, è Stefano che inesorabilmente arriverà a fine giornata con tre trote. Alla fine della pescata, saranno 24 le trote messe in nassa cosi divise: Stefano (turner) 3, Michele (il casinaro) 5, Maurizio 6 e chi scrive 10 (..ehm..una mi sa che non vale, dato che l'ho presa con il guadino nell'immediato sottosponda...!). P.S. Grande sorpresa, per Maurizio ed io ex soci della gloriosa "Cannisti Taliedo", l'incontro con Paolo Miki Assirelli, anche lui ex socio Taliedo, con il quale abbiamo diviso gare e pescate in passato, e che non vedevamo da circa dieci anni. Niente male come inizio anno!!!!! Per vedere le foto clicca quì!!

Le breme dell'Adda morta a Soltarico

Dopo esserci riempiti lo stomaco a dismisura al cenone di Natale decidiamo, io (Maurizio) e i fratelli Stefano e Michele (soprannominati Tom e Jerry per via dei continui dispetti che si fanno l'un l'altro e a volte non solo tra loro), di passare una delle ultime giornate di quest'anno a pesca in una lanca dell'Adda vicino a Lodi dove la presenza di Ciprinidi è veramente notevole tutto l'anno. Visto il nostro stato pietoso, pancia gonfia e pelle tiratissima, ci diamo appuntamento per le nove e mezzo del mattino al mio box e, come al solito Tom e Jerry arrivano con 10 min. di ritardo. Prima sosta a Tavazzano per fare rifornimento di esche e, tra un dispetto e l'altro si fanno le 10,30, si riparte per sosta caffè e rifornimento panini alla Coop. Incredibile, Jerry (Michele), ordina dei panini giganteschi che per riempirli, il tipo, ha dovuto farcirli con una quantità ciclopica di affettato, roba da lavanda gastrica. Ormai la giornata aveva preso quella piega e non c'era verso di raddrizzarla e poi, quando si portano in giro Tom e Jerry assieme è sempre così. Bisogna portarli uno alla volta. Raggiunto il posto di pesca notiamo che la densità di pescatori è a livello della popolazione Giapponese, 4 per metro quadro, per cui decidiamo di fare un giro in giro per trovare un piccolo spazio anche per noi. Niente da fare, ci tocca fare la posta ad una coppia di "colleghi" e aspettare per fare il secondo turno anche perché ormai era mezzogiorno passato. Ci posizioniamo e finalmente iniziamo a pescare, ovvero, io a mangiare perché dopo tutta quella ginnastica mi era venuta una fame…. Mangiando il panino ciclopico mi diverto ad osservare Tom e Jerry che si preparano…. divertentissimo. Jerry decide di pescare con una 7mt e dopo averla montata con lenza e tutto si rende conto che non riuscirà a salpare i pesci facilmente per via delle piante sopra alla sua testa, Tom invece monta l'inglesina e decide di pescare a scorrevole con 3mt d'acqua. Inutili i miei consigli di montare fisso, Tom all'inglese ci pesca così…. Preparazione della pastura: Tom che mescola l'impasto senza tirarsi su la manica della giacca a vento, non vi dico com'era conciata la manica alla fine della mescolata, e Jerry che tenta di fare legare una pastura andata a male…. esilarante…faceva ciiirrrrr ad ogni lancio. Non si contano gli ingarbi all'inglese tant'è che Tom decide di cambiare tecnica e di iniziare a canna fissa, e fin qui non c'è niente di male, solo che dal cilindro ha tirato fuori una 9mt e voleva pescare dove Jerry attaccava nelle piante con la 7. Ma ve l'immaginate la scena? Dopo il tentativo, chiaramente andato a male, decide di montare un bolognesina da 5mt e ricomincia la samba…. Tiriamo le quattro e mezza e, dopo esserci veramente divertiti sia per il pescato che le gag di Tom e Jerry, smontiamo e finiamo la giornata in un bar a bere qualcosa di caldo. Lascio a voi immaginare cos'è successo dentro il bar………….. alla prossima. Maurizio Lugli
Per vedere le foto clicca quì!!

 

Il "Mala" show al Naviglio Pavese

Il venerdi sera, in sede, decidiamo di fare una puntatina al Naviglio Pavese per stare un pochino in compagnia dei nostri nuovi soci Stefano e Corrado. Zona denominata "il plasticone: molto freddo, acqua limpida e pesci poco disposti ad abboccare. Presenti all'appello il "Mala", Stefano, Corrado, Alfredo, Carlo ed il "dinamico duo": Maurizio e il sottoscritto. Dopo circa un ora di pena ecco il primo cavedano, discreto, tirare l'elastico della rouba di Carlo. Ma a farla da padrone era il Mala che inizia il suo personale show allamando, nel giro di mezz'ora 5 pesci ( nella foto "il Mala" insieme al sottoscritto e ad Alfredo ), due dei quali muniti di turbo compressore, per cui difficili da inseguire stando sulla sponda!!!!! Il sottoscritto cattura 5/6 pesci per un peso complessivo, chilo + chilo -, di circa 80 grammi, per cui, insieme a Maurizio, decide di recarsi presso l'abitato di Casarile (giusto per avvicinarsi a casa!!). In quel di Casarile, ci viene data, dalla sorte, la possibilità di fare catture decenti e in poco piu di mezz'ora riusciamo a salpare 4 o 5 cavedani e tre pighi oltre ad un paio di "spaccate" grazie a dei pescioni che non ne volevano sapere proprio!!! Il "Mala", che nel frattempo ci aveva raggiunto e si era posizionato giusto a valle di noi vicino ad un ponticello, confermava la sua giornata di grazia, allamando anche in questa zona 4 pesci (uno veramente notevole) ma concludendo il suo show ingloriosamente creando, con un lancio non proprio ortodosso, una "parrucca" incredibile (circa 6 metri di lenza in pochi centimetri di diametro) che il sottoscritto decide di risolvere con un paio di forbici e cosi....tutti a casa!!!!

A Lucci (forse!!!)

Ci siamo recati, Maurizio ed Io, a cerca di Lucci presso due morte del fiume Adda: la Lanca della Rotta a Camairago e successivamente a Cavenago d'Adda (LO). Diciamo subito che i Lucci...non erano d'accordo...!!!!!! Per cui l'unica cosa che possiamo pubblicare di questa giornata sono le foto dei posti di pesca.

A pesca con Vince, l'amico-ospite Americano.

Ci siamo consultati parecchio in merito al tipo di pesci e al posto di pesca dove avremmo potuto portare a pescare il nostro amico Vince, lui viene dagli States e non potevamo portarlo a pescare pesci per noi grossi ma per lui piccoli persino da usare come esca..... Dovevamo inventarci un giusto mix di persone, posto di pesca e pesci degni di questo nome da pescare per cui abbiamo radunato la più stravagante compagnia di matti che abbiamo potuto (presi ad uno ad uno siamo tutti normali ma messi tutti assieme.....si salvi chi può), abbiamo scelto un laghetto che avesse anche un paesaggio il più vicino possibile ad un ambiente come si suol dire di "pesca" e come pesci abbiamo scelto le carpe. La compagnia era composta da Maurizio, il sottoscritto, da Claudio inseparabile compagno d'avventura, dal famoso SuperMario ormai famoso come SuperPippo, dal PierCarlo intrigante profumiere della via Padova, e dal cugino "plasticaro" Graziano, ormai dedito solo alla pesca delle trote di gomma perché il resto ha scoperto che non fa per lui...!!!! Appuntamento alle ore 6.30 daL "Peppino" a melegnano per l'acquisto delle esche necessarie, il solito caffè con cappuccio e brioche tra una cazzata e l'altra e poi via verso il laghetto. Avevamo organizzato tutto per Vince; lo abbiamo fatto sedere su un panchetto, gli abbiamo preparato una bellissima lenza per una sei metri...ehm...molto robusta, gli abbiamo fatto vedere l'innesco e il lancio e poi gli abbiamo detto.... "quando il galleggiante và giù ......tira". Vince, tenendo la canna con la mano a quasi a un metro e mezzo dal calcio (loro non usano canne lunghe come le nostre) era seduto e praticamente sdraiato sulle sue gambe che fissava il galleggiante molto incuriosito e quasi incredulo che quel coso prima o poi sarebbe affondato. Dopo essere arrivato "tardi" su tre o quattro mangiate seguite dall'esclamazione "pesce furbo", gli abbiamo sistemato in modo diverso la lenza e l'abbiamo fatto ricominciare. Nel frattempo io e Claudio avevamo montato la roubasienne sotto gli occhi sbalorditi di Vince e il trio, sistematosi più a destra, era già in pesca da un pò. Era la giornata del plasticaro, ne ha combinate di tutti i colori, pescava con una montatura che nemmeno il più sprovveduto pescatore si sarebbe mai sognato di preparare, ha spaccato a metà persino il galleggiante e comunque senza cambiarlo è andato avanti a prendere pesci. Il SuperMario, intransigente come al solito con la fauna ittica, ha buttato in acqua la sua lenza dicendo "pinnuti, oggi se volete mangiare mangiate il mio, altrimenti fate senza!!!" Il profumiere con tutti i suoi intrugli di mais profumato (deformazione professionale) ha cominciato anche lui a prenderne qualcuna. Ad un certo punto Vince si alza in piedi e tenendo la canna praticamente a metà dei sei metri ha cominciato ad agitarsi e a tirare come si fa al tiro alla fune. Pochi minuti e la carpa è salpata e la prima parola che è uscita dalla bocca di Vince è stata la classica espressione di supore tipica NewYorkese: "Minchia" (lui....... è di antiche origini Siciliane) e con grande emozione, simile a quella che tutti abbiamo provato alla nostra prima cattura, ha posato per le foto di rito. Siamo stati tutti molto contenti di ciò perché vedevamo che lui si divertiva e continuava a ripetere che eravamo tutti matti, io non facevo altro che prendere alborelle e boccaloni e l'unica volta che ho preso un pesce che mi ha fatto piegare la canna fino al terzo pezzo...... era un carassio!! Per me non era proprio giornata avrei potuto mettere qualsiasi cosa sull'amo ma le carpe non avrebbero abboccato lo stesso..... giornate così.... capitano. Claudio se la rideva perché spalla a spalla con me lui le prendeva e io gli imprecavo contro. Una volta pescate me le portavano persino sotto il naso dicendomi: "Mauri, guarda come sono fatti i pesci!!!" Amici infami e irriverenti.... Verso mezzogiorno, smontata tutta la ferramenta, abbiamo deciso di finire con un sontuoso aperitivo a base di polpettine, patatine e campari col bianco la nostra bellissima mattinata di pesca. Praticamente abbiamo fatto sei o sette giri di boa, non ricordo con esattezza(potete immaginare il perché). E dopo aver ingurgitato per più di un'ora le famose polpettine con le patatine siamo tornati a casa (non ci è ancora chiaro come abbiamo fatto ma è successo) tutti incolumi promettendoci un'altra giornata così al prossimo viaggio di Vince, il nostro amico Americano. Clicca qui per vedere il report fotografico della giornata.

Gara in Irlanda

Di solito non raccontiamo ne commentiamo l'andamento di gare, ma questa non ce la potevamo far sfuggire. Twan Van Berkel, amico pescatore e garista Olandese, durante una gara in Irlanda, ha catturato circa 400 piccole breme per un peso
totale di 55 chili, classificandosi al 4°posto di settore (composto da 20 garisti). Per un pazzo pescatore che si spara milioni di chilometri per una gara, era doveroso pubblicarne il reportage. Clicca qui per vedere le foto della pescata di Twan.

"Uscita perlustrativa al Naviglio Pavese".

Soliti compagni di ventura, Maurizio ed Io siamo andati a fare una capatina sul Naviglio, tanto per fare un giretto con le canne fisse e con poca roba al seguito. Quattro passate a Casarile, località "cimitero", e già si preannuncia giornata non facile, dato che l'acqua stamani risulta essere cristallina. Mentre il sottoscritto perdeva le mangiate credendo di essersi rimbambito del tutto, quell'infame di Maurizio prendeva pesci: 4 cavedani e una scardola con la fissa da 6mt e lenza da 4x16 a pallini. Ci spostiamo poi in zona "Plasticone", dove, tra una miriade di alborelle, riusciamo a prendere dei bei triotti e a guadinare qualche cavedano (solo un paio degni di nota) con canne da 8 mt. Tornando verso casa, decidiamo di finire i bigattini in zona "casa Verde", e lì abbiamo catturato le due prede che ci hanno rallegrato ulteriormente la giornata: Due belle "cavedane" (documentate in questo sito con sequenza fotografica (CLICCA), una delle quali decide, appena allamata, di saggiare le mie doti di podista veloce, facendomi correre sulla sponda per circa 50mt, col rischio di effettuare un triplo carpiato nelle acque gelide del canale, salvo poi tornare indietro come se sapesse che il guadino era rimasto là.

"Savettata a Pavia sul Ticino".

Ci siamo recati a pesca sul Ticino a Pavia, sponda sinistra zona imbarcadero, per la solita pescata di fine anno. Sveglia alle ore 04.30 ed arrivo sul fiume azzurro alle ore 05.30, per prendere il posto (PRENDERE IL POSTO??!!??). Già, in questo posto si viaggia a turni come in fonderia!!! Preso possesso dei nostri "picchetti", attendiamo con ansia l'alba, in compagnia di uno stordito che in due ore ci racconta la sua intera esistenza e di una simpatica Nutria (vedi foto), che fa di tutto per fregarci il pane che avevamo messo in pastura! (A proposito, l'acqua usata per bagnare la pastura, si era congelata nel secchiello!!). A monte "il Mala", in mezzo Maurizio e a valle il sottoscritto e finalmente arriva il chiaro e si comincia pescare; mezz'ora per vedere la prima mangiata, poi inizia il samba delle savette, tutte tra l'altro di ottima taglia (300/500 gr). Canna da 8 mt montata con una lenza da 2,5 gr con tourpille a coprire il 75% dellla portata del galleggio, 0.14/0.10 e amo del 16 piccolo armato con un fiocchetto di pane, su un fondale di circa 3 metri e mezzo. Savette a gogo' per quasi tutta la mattinata, salvo quando pasturava con la sua personale pastura "il Mala"; dopo qualche minuto dall'entrata in acqua delle sue palle di pastura, Io che ero l'ultimo della fila, prendevo i Cavedani. Strana pastura per savette!!!! A circa metà mattinata, l'arrivo sulla sponda di Maurizietto e Walter che, infilandosi tra di noi causando gli inevitabili casini di quando si pesca in 5 in un posto da 2, riescono a portare a riva anche loro un considerevole numero di pesci. Mattinata proficua, ci proponiamo di rifarla al più presto e ci incamminiamo alle macchine, stanchi come muli ma molto soddisfatti.
"Mattinata al Carpodromo"

Era da venerdì sera, nostra consueta serata di ritrovo dove stanchi ma appagati della trascorsa stagione agonistica (due squadre promosse una in "A" e una al "Regionale"), ci chiedevamo dove avremmo potuto pucciare la canna per passare la mattinata di domenica in compagnia ma fino all’ora del ritrovo, circa le sette del mattino, non avevamo ancora le idee chiare. E’ stato Marco a suggerire di passare la mattinata in un Carpodromo per pescare con la Roubasienne e così abbiamo fatto. Il posto scelto era nuovo per tutti e quattro, Marco (il fuori di testa), Fabrizio (il giornalaio) e gli inseparabili compagni di avventura Maurizio (il fine esteta) e Claudio (il "a volare sotto"). Pensavamo che sarebbe stata una mattinata passata in un posto che di solito si usa come ripiego, un riempitivo insomma, ma così non è stato. Subito dopo essere entrati nel Carpodromo abbiamo cominciato a dirci "Però, niente male questo posto, un bel prato verde, un campo da pallone, e un parco giochi per i bambini. Potrebbe essere un bel posto per passare una domenica con la famiglia, c’è anche il ristorante". Tolti dal fodero gli attrezzi con i quali amiamo passare i nostri momenti di libertà abbiamo iniziato a cercare le emozioni che solo noi pescatori possiamo capire e, una dietro l’altra, le Carpe hanno iniziato a venire a prendere una "boccata d’aria". Marco, quello che tra noi è il più assiduo frequentatore di Laghetti di questo tipo, ci ha messo in riga tutti portando a guadino quasi il doppio dei nostri pesci, tutti delicatamente slamati e rimessi in acqua. Tra una barzelletta e l’altra la mattinata è passata velocissima e, quasi come al solito, a Claudio il più anziano garista, è toccato pagare l’aperitivo perché è stato il primo a farci vedere il tipo di pinnuti presenti nel laghetto.

"I quattro del Navigabile selvaggio"

Ritrovo da "Peppino" a Melegnano con: SuperMario, Piercarlo, Graziano ed Io. Obiettivo: Navigabile a Spinadesco. Abbandonate le auto in Cascina, ci sistemiamo sulla sponda e mentre Io cerco di fare una lenza per la roubaisienne, mentre Graziano monta la 7 metri e mentre PierCarlo ingaggia una personalissima e alquanto cruenta battaglia con il proprio paniere, il mitico SuperMario urla: C'èèèèèèèèè. Neanche arrivati e già recupera un pescegatto!!! Entrati in pesca tutti, ci accorgiamo da subito che "il Mario" oggi l'avrebbe fatta da padrone; gatti e carassi sembrano essergli molto affezionati e per nulla intenzionati ad abbandonarlo. Le catture, carassi, pesci gatto (dei quali Graziano è lo specialista di giornata) e due piccole breme ad opera del "Pier", sono intense per circa un'ora, dopodichè si alza il vento e tanti saluti! Solo Walter, Arrivato poco dopo di noi e sistematosi a debita distanza dato il frastuono che proveniva dal nostro gruppo, riusciva con la roubaisienne da 13.50 a recuperare un bel carassio e ad allamare una grossa carpa che lo faceva camminare per 20 metri per poi rompere il terminale. Fine della pesca e ad entrare in pastura siamo noi con delle polpettine di carne appetitose innaffiate da aperitivi vari in un bar sulla strada del ritorno. Comunque vada, poco o tanto pesce, per Noi la mattinata è sempre un successo!!!!
"Con la Roubaisienne sul Navigabile"

Pensavamo che questa mattina a Spinadesco saremmo stati "quasi soli", dato il giorno vacanziero, e invece ci siamo ritrovati di fronte il solito paesaggio: una sponda piena di pescatori a perdita d’occhio e come al solito…..in gara.
Per non disturbare la loro mattinata di competizione abbiamo trovato un posto sulla sponda opposta, al di fuori del campo di gara, e francamente i presupposti per una mattinata alla "ricerca del pesce" c’erano tutti in quanto l’acqua, come al solito apparentemente ferma, richiedeva circa due grammi per presentare l’esca un po’ ferma sul fondo come piace ai pinnuti presenti sul posto. Proprio perché era una mattinata all’insegna del rilassamento e dal momento che sulla sponda eravamo soli abbiamo deciso di pescare corto in Roubaisienne e, incuranti del fatto che l’acqua andasse da sx a dx e viceversa, abbiamo "sfidato" il posto di pesca montando un 4x16 a pallini cercando di portare i pesci il più sotto possibile. Incredibile ma vero nonostante "l’esiguo peso e la forte corrente" dopo avere preparato il fondo con una buona pasturazione è stato un susseguirsi di mangiate allucinante e, a guadino, sono arrivati: Carassi, Carpe, Scardole, Breme, e Pesci Gatto tutti di taglia "divertente" per la loro specie tranne qualche carassio super che ha tirato fuori dalla punta della Roubasienne almeno tre metri di elastico. Durante la pescata qualche sguardo è andato sulla sponda opposta per vedere se anche in gara "loro" (dico loro perché oggi per noi era giorno di riposo) prendevano come noi ma purtroppo la loro "musica" era diversa e tutti e due, nonostante le ripetute abboccate, eravamo del tutto consapevoli che se fossimo stati in gara e avessimo messo in atto la tattica di questa mattina sicuramente saremmo tornati a casi molto sudati a causa del pesante cappotto che avremmo avuto sulle spalle. Il solito Campari col bianco ha chiuso la nostra mattinata di pesca e ha aperto quella della tanto sospirata partenza per le ferie.

"Pescataccia" a Mantova, Lago Inferiore-Ponte Diga Masetti.

Che ci fosse tanto pesce, lo sapevamo, ma tanto da stancarsi come degli "Sherpa" non ce lo saremmo mai aspettato.
Ponte diga Masetti, zona prismata, canne fisse da 8mt e lenze da 1,5 grammi su un fondale di circa 3MT; come esche bigattini, mais e tanta, TANTA pastura. Inizialmente non si riusciva ad andare in pesca dall'abbondanza di Gardons presenti e per circa 1 ora è stato un disastro, anche se la taglia di questi era buona (50gr/150gr). A questo punto, non ci restava altro da fare che aumentare il peso in lenza per eludere i famelici Gardons, così siamo passati a lenze da 5 gr con torpille secca e i risultati non hanno tardato ad arrivare.
Carpe (6) Bremes (5) Lucioperca (2) e Carassi di buona taglia (perso il conto!) ci hanno fatto compagnia per circa 5 ore ininterrottamente, tanto che ad ogni lancio corrispondeva un abboccata !!!! 
Finiti i 15 KG di pastura(anche qui, se non pasturi i grossi non li prendi) fine del cinema e ritorno alla grande dei Gardons, per cui fuga verso casa!

A pesca di cavedani sull'alto Garda.

Causa weekend a Riva del Garda, siamo andati, Andrea, Roberto,Donald (amico pescatore Inglese conosciuto l'anno scorso proprio a Riva) ed Io, a fare una puntatina in Riva centro, zona darsena dei pedalò, per cercare di prendere qualche cavedano. Canne da 8 mt, montate con una lenza da 4x16 con pallini molto distanziati tra loro, a volare sotto e due bigattini innescati su di un amo del 20 sono bastati per convincere dei bei cavedani ad abboccare: 4 Andrea (uno superiore al chilo), 2 Roberto, 3 Io e 5 Donald, che però usava la sua tecnica madre con un galleggiante scorrevole, dato che a pochi metri dalla riva ci sono circa 8 mt di profondità. Buona sorpresa sono stati i persici reali, alcuni oltre i 4 etti, che hanno deciso di pasteggiare anche loro a bigattini. Nota negativa : le anguille che,attirate dai bigattini, uscivano dai sassi,ingoiavano l'amo e si rintanavano immediatamente causando la rottura di parecchi terminali.

Uscita al Naviglio Pavese per la prova del campo di gara.

Ci siamo recati sul Naviglio Pavese in zona a valle dell'abitato di Casarile ed abbiamo cominciato a provare le varie tecniche da usare in gara il 11/06/2000. Dava buoni risultati la pesca dell'alborella sulla 7 metri con una lenza da 4x14 raggruppata munita di un amo del 24. La pastura leggera,bagnata poco e lanciata di frequente,teneva sotto le alborelle per circa 80 minuti,dopodichè sono sparite nel nulla e ci siamo dedicati alla pesca del grosso,fiondando qualche bigattino, con canne da 6/7 mt. montate con una lenza aperta a volare sotto da 4x16, con scarsi risultati: 1 cavedano, un pesce gatto,2 scardole e 4 triotti (uno da 150GR !).

  


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