FISHING MILANO

La pesca sportiva in Italia

Diffusione della pesca sportiva in Italia

La pesca sportiva in Italia viene praticata principalmente come attività agonistica o ricreativa e non per necessità alimentari. Rappresenta un'importante attività del tempo libero cui sono legate implicazioni economiche, sociali ed ambientali. Viene praticata da tutte le classi sociali e diffusa egualmente sia tra i giovani che tra gli adulti e gli anziani. Gli attuali dati di cui si è a conoscenza sul numero complessivo di pescatori sportivi sono basati sul numero delle licenze di pesca emesse (circa 2.000.000) per quanto riguarda i pescatori delle acque interne, e sulle statistiche fornite dall'ISTAT (1996) riferiti ai pescatori attivi nei mari italiani che esercitano da un'imbarcazione (circa 1.500.000). Di questi ultimi, circa 30.000 sono tesserati alla F.I.P.S.A.S. e partecipano ad almeno una gara di pesca l'anno. Più problematica risulta la stima del numero complessivo dei pescatori in mare, comprensivo quindi di coloro che esercitano l'attività da terra.

Impatto economico
In base ai dati F.I.P.S.A.S., l'introito complessivo proveniente dalla sola vendita delle attrezzature da pesca ammonta a circa L 700.000.000.000, mentre non ci sono attualmente stime delle spese affrontate per il trasporto e l'alloggio.

Impatto sociale
L'importanza sociale della pesca sportiva viene individuata nel beneficio tratto dal rapporto con l'ambiente e nell'interesse che questa attività può suscitare per le problematiche ambientali.

Impatto ambientale
I principali tipi di impatto ambientale dovuti all'esercizio della pesca sportiva sono legati all'attività di ripopolamento, all'introduzione di specie esotiche e alla pesca illegale.

Introduzione di specie esotiche
Una delle conseguenze negative dovute all'introduzione di specie esotiche è la possibile diffusione di patogeni, che, in un ambiente nuovo dove molto probabilmente sono assenti resistenze specifiche, costituiscono un grandissimo pericolo per la fauna locale. Inoltre, sono diversi gli esempi di gravi complicazioni ecologiche legate all'introduzione di specie esotiche in ambienti dove l'assenza di specie competitrici naturali ne consente una propagazione tale da modificare drasticamente gli equilibri e i rapporti interspecifici all'interno della comunità ittica minacciando l'integrità e la sopravvivenza delle specie autoctone. Una specie che sta avendo un impatto preoccupante nelle acque interne italiane, e in particolare nel bacino del Po, è il pesce siluro (Silurus glanis) la cui presenza è notevolmente aumentata a partire dagli anni '70 quando venne introdotto per la pesca sportiva in quanto specie aggressiva e combattiva. Originario del Nord-Est Europa, raggiunge dimensioni massime di 4 metri di lunghezza e 250 Kg di peso, non è assolutamente ricercato per scopi alimentari e grazie alla sua voracità e aggressività si sta diffondendo in modo preoccupante a discapito della fauna ittica locale.

Ripopolamenti ittici
Le pratiche di ripopolamento ittico consistono nell'introduzione di pesci allo stadio giovanile o adulto per ripristinare le popolazioni ittiche in ambienti ecologicamente degradati o, più spesso, per incrementare l'attività di pesca sportiva. A causa di tale pratica, in Italia sono state effettuate molte introduzioni di specie alloctone, le quali hanno alterato completamente la distribuzione originaria delle specie ittiche autoctone ed endemiche del paese, determinando una condizione estremamente confusa e degradata dal punto di vista biologico e sistematico. Quando il ripopolamento viene eseguito con individui di una specie già presente nel luogo che si intende ripopolare, com'è il caso più frequente, l'impatto maggiore è di natura genetica e comporta un effetto di omogeneizzazione all'interno della specie; la diversità genetica lentamente accumulata tra le popolazioni durante il tempo trascorso dal momento della loro separazione, grazie ai processi evolutivi e in risposta ad un determinato ambiente, viene in brevissimo tempo abbattuta quando le popolazioni vengono poste nuovamente a contatto. Un modo per ridurre questo rischio è l'utilizzazione di riproduttori catturati nello stesso ambiente che deve essere ripopolato. Un altro problema legato a questa pratica è che solitamente gli individui introdotti provengono da popolazioni allevate, prive cioè di tutti quegli adattamenti che caratterizzano le popolazioni selvatiche; ciò determina una contaminazione genetica per queste ultime compromettendo la trasmissione di quei caratteri che erano stati favorevolmente selezionati. Questo problema è molto più rilevante quando il ripopolamento viene effettuato con esemplari adulti in quanto viene meno il processo di selezione durante la crescita nell'ambiente selvatico.
Nel caso in cui le popolazioni poste a contatto in seguito al ripopolamento risultano molto diverse tanto da considerarsi specie distinte sulla base di caratteri morfologici, ma in realtà hanno mantenuto un'affinità genetica che le rende interfeconde, si verificano casi di ibridazione. Questa situazione è piuttosto frequente in Italia per le trote. L'introduzione di ceppi di allevamento nord-europei di Salmo (trutta) trutta (inizialmente considerata specie distinta dalla trota macrostigma e marmorata) nelle acque libere italiane, ha prodotto la rarefazione e in molti casi la scomparsa delle popolazioni autoctone Salmo (trutta) marmoratus, indigena nella parte sinistra del bacini del Po, e la trota macrostigma Salmo (trutta) macrostigma, originariamente distribuita in tutta l'Italia peninsulare tirrenica.

Pesca illegale
La pesca illegale si verifica ogni qualvolta non vengono rispettati i divieti nelle zone protette, le taglie minime del pesce catturabile e i periodi di chiusura alla pesca di determinate specie per consentirne la riproduzione. Questi problemi, associati ad un controllo molto spesso insufficiente ed inefficiente, assumono un considerevole peso nell'impatto globale della pesca sportiva sulle risorse ittiche e rende più urgente una efficace politica educativa sull'uso responsabile delle risorse naturali. Una grande importanza è rivestita dai metodi di pesca e dalle attrezzature usate illegalmente o di cui dovrebbe esserne regolamentato l'uso. Molti danni vengono causati dall'utilizzo di esplosivi e di veleni sia lungo le coste che nelle acque interne, dall'uso di tramagli e palangari con un numero di ami superiore a quello consentito, che oltre ad aumentare ulteriormente lo sforzo di pesca lungo la fascia costiera, aggrava i conflitti già esistenti tra pescatori professionali e pescatori sportivi.


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