A SPINNING SUL NAVIGLIO DELLA MARTESANA

 

 

Pesca a Spinning Sul Naviglio Della Martesana.

Spot
Naviglio della Martesana, località Bellinzago Lombardo.

Pesci presenti
cavedani, carpe, scardole, lucci, persici e qualche lucioperca.
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Si parte verso le sponde del naviglio della Martesana con l‘idea fissa di fare dei cavedani, pesce che a spinning regala delle belle emozioni sia per l‘aggressività delle mangiate che per la bella taglia dei pesci. E' uno spot di pesca che ho la fortuna di avere proprio a 5 minuti a piedi da casa mia. La giornata si presenta nuvolosa, e contando che siamo quasi alla fine di febbraio speriamo bene, anche perché fa un po freddino malgrado il caffè con dentro un po di anti gelo…..il grappino- Ci rechiamo fiduciosi verso il canale, per la precisione tra Bellinzago Lombardo e Gorgonzola, che in media nella sua portata massima supera tranquillamente due metri, con alcuni tratti a salire dopo Inzago anche sui tre metri, con una velocità dell’acqua non impetuosa, ma decisa, e con una larghezza che varia dai 18 ai 25 metri. Oggi però la situazione è decisamente diversa, anche perché in inverno di solito non è mai alla sua massima portata, quindi si parla di circa un metro con l’acqua che non tira molto. L’attrezzatura che useremo è una canna morbida con capacità di lancio dai 2 ai 6 Gr “Ultra Light” della Lamiglas della lunghezza di 2,10 mt in 2 pezzi. Malgrado l’altezza delle sponde mi diverto moltissimo con una canna di 1,80 mt di lunghezza .…“per libidine personale!!! Per quanto riguarda il mulinello, io mi indirizzo quasi sempre su misure che cerchino di bilanciare il più possibile la canna; nel caso della Lemiglas il mulinello è uno shimano Catana 1000FA. Per esempio: con la canna montata e armata di mulinello,la parte di sughero sopra il mulinello va messa sopra il nostro dito indice. Se la canna rimane perfettamente in equilibrio e non cade, vuol dire che è bilanciata. Comunque non è estremamente fondamentale come invece la scelta degli artificiali e saperli fare nuotare. Il filo sul mulinello del diametro 0,16 (io preferisco il fluorocarbon che ha una maggiore rigidità rispetto a fili normali e una antirifrazione ai raggi solari) è un filo che ci permette di salpare i pesci senza guadino senza perderli, in più ci consente lanci più linghi con esche molto leggere dai 2/3 Gr. Per l’esca la faccenda è un po più complicata. Io di solito uso su questo canale specifico esche dai 3 ai 6 cm al massimo, sia affondanti “SINKING” che galleggianti
“ FLOATING “. Per la colorazione invece facciamo sempre attenzione alla minutaglia che vediamo in acqua. I colori che vanno per la maggiore nell' acqua chiara del naviglio sono colori neutri: un’imitazione di Arborella, Vairone, ma anche piccole imitazioni di Persici Reali e Trote. Mentre per le acque scure, vedi dopo una bella piovuta, andremo a fare nuotare degli artificiali un po più vivaci di colorazione. (per maggiori dettagli sulle forme degli stessi guardare le foto). Delle ottime esche sono una trasparente con colorazione sul dorso scuro reperibile al decatlhon del costo di 2/3 euro, e un’altra è la ablet di Milo serie KAMAGOTCHI MAGICIAN da 4 cm. “FIDATEVI CHE FA LA DIFFERENZA, poi andiamo dalle esche della Rapala alle Salumo.
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Finalmente si pesca!!!!!!!!!!!! I lanci vengono indirizzati verso la sponda opposta il più possibile attaccato o dentro i rovi. Con un po di pratica e con un bel po' di artificiali che andranno ad abbellire stile albero di natale i rovi, cerchiamo, se c’è poca corrente, di lanciarli leggermente a valle per far si che la corrente aiuti il nostro pesciolino a nuotare bene anche con recuperi lentissimi; i recuperi infatti vanno fatti lenti impartendo al cimino dei piccoli colpetti. In presenza di acqua molto lenta i recuperi saranno più continui con minori intervalli, mentre con acque che camminano, quindi quando il cimino ci segnala una trazione vistosa dell’artificiale, ai colpetti andranno inserite delle pause e in questo caso è la corrente che ci aiuterà molto. Comunque personalmente ho ottenuto ottimi risultati in estate con recuperi lenti alternati da scatti di manovella veloci con colpetti fatti con pochissime pause e controllando la discesa tipo come si fa per la pesca in passata, alternando a colpetti di cimino.Mentre in inverno, dopo il lancio, dò subito qualche colpetto di cimino per cercare di smuovere i pesci dal loro sonno e inizio un recupero lentissimo inserendo ogni tanto qualche micro colpo e qualche colpo di cimino più accentuato. Se trovate delle buche, magari create da qualche ramo che è caduto e l’acqua è quasi ferma, lanciate, e appena l’esca tocca l’acqua tenete il cimino rivolto verso l’alto e date dei colpetti di canna di lato, recuperando solo l’eccedenza di filo. Questo metodo mi ha regalato sul Martesana dei cavedani importanti. Comunque a fine giornata, pur essendo la fine di Febbraio, i pesci hanno risposto discretamente e in un paio di ore ho preso un po di cavedani anche discreti e qualche piccolo persico. Chiaramente tutto quello che ho pescato è stato rilasciato subito dopo la foto di rito.
In questa sezione del sito, affronteremo altre giornate di pesca in varie stagioni. Spero di essere stato utile e, perché no, se vi incontrerò sulle sponde del Martesana o su qualche altra sponda di un fiume canale o lago ci faremo qualche chiacchiera e magari a fine pesca un buon aperitivo che non fa mai male, a presto!
Vittorio Vadori

Le foto che vedete sono state fatte nel periodo tra metà febbraio
e la fine di marzo.



P.S. E visto che non siamo pescatori rozzi beceri e poco eruditi, cliccando sul link sottostante avrete la possibilità di conoscere la storia, il percorso, notizie e curiosità riguardo il Naviglio della Martesana.

STORIA DEL NAVIGLIO DELLA MARTESANA

 

 

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