IL FIUME LAMBRO

« A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume e benché piccolo, è
capace di sostenere barche di ordinaria grandezza, il quale
scendendo per Monza, di qui non lungi, si scarica nel Po.
»

(Francesco Petrarca, 1353)

Corso del fiume

Il fiume nasce dai monti del gruppo del San Primo , nell' alta Brianza Comasca (in provincia di Como) ,appena sopra il Ghisallo. La sorgente del Lambro si trova nel territorio comunale di Magreglio in località Pian Lavena ed è di tipo carsico, essa viene detta Menaresta perché "mena" cioè "va, porta" e "resta" cioè "rimane", infatti un serbatoio a sifone sotterraneo, posto nella roccia calcarea, si riempie di acqua ad intervalli regolari, fino a straboccare verso l'esterno, per poi ritornare a caricarsi. Dalla Menaresta un ruscelletto scorre quindi verso Magreglio . Il fiume attraversa la Vallassina, ricevendo il suo primo affluente il Lambretto a Lasnigo (le sorgenti sono nella conca di Crezzo) bagnando i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba. A Erba si immette nel lago di Pusiano,( poco distante da Pusiano, in territorio lecchese vi è un altro specchio d'acqua di pari dimensioni denominato Lago di Annone); l'ultimo tratto prima del Lago di Pusiano prende il nome di Lambrone. Il fiume qui è stato trasformato, sotto la dominazione austriaca, in un canale. Il termine "lambrone" (lambron in dialetto ) viene usato, in Brianza e a Monza, per riferirsi al fiume quando c'è una piena particolarmente rilevante. Uscito dal lago (sia per mezzo di un canale sotterraneo, denominato Cavo Diotti e gestito dal Parco Regionale della Valle del Lambro, che regola il deflusso delle acque del bacino, sia tramite il suo corso naturale a cui lo stesso canale si unisce), il fiume riceve da destra l'emissario del lago di Alserio dopodiché bagna il centro di Merone. Da qui scorre con andamento tortuoso ai piedi delle colline moreniche (dove raccoglie le acque di svariati rii, rogge e di laghetti brianzoli) raggiungendo poi la città di Monza. Subito attraversa l'omonimo parco dividendosi poi, nei pressi della Chiesa del Carrobiolo in due rami: il Lambro, che passa sotto il Ponte dei Leoni, ed il Lambretto che fu fatto deviare nel XIV secolo dai Visconti per la difesa della città. Uscito dalla città nuovamente con corso riunito, il fiume attraversa tutta la zona est di Milano scorrendo tramite un sifone sotto la Martesana e ricevendone anche una parte delle acque. A Milano, nelle immediate vicinanze c'era lo stabilimento meccanico della Innocenti, che nel dopoguerra lanciò uno scooter che ebbe un successo commerciale in tutto il mondo con il marchio Lambretta. Da qui in poi il fiume riceve acque—oltre che da scarichi di varia natura che ne accrescono artificialmente la portata—da centinaia di torrentelli. In particolare, giunto a Melegnano il Lambro riceve le acque della Vettabbia, arricchite cento metri più a monte da quelle del Cavo Redefossi, entrando poi alcuni chilometri a valle in provincia di Lodi. Con corso più lento il fiume attraversa in seguito la cittadina di Sant'Angelo Lodigiano ricevendo da destra il Lambro meridionale, un colatore, che rappresenta il ramo continuativo principale del fiume Olona oltre Milano. Questo fiume nasce nelle Prealpi Varesine, e dopo un percorso incassato in una valle simile a quella solcata dal Lambro, attraversa la pianura a nord-ovest di Milano. Alle porte del capoluogo inizia a scorrere sotto il livello stradale dividendosi in diversi rami. Il maggiore è il Lambro Meridionale che, a valle di Milano, riceve una grande quantità di acque da vari canali, tra cui quelle del sistema dei Navigli. Con portata quasi raddoppiata il fiume prosegue lento bagnando il centro di San Colombano al Lambro, fungendo anche per un brevissimo tratto da confine fra le province di Lodi e Pavia, e una volta giunto nei pressi di Orio Litta confluisce da sinistra nel Po. Da questo fiume deriva la citazione "Lambrista" che denomina un gruppo di persone abituali nel pescare in questo corso d'acqua. Il Lambro è stato uno dei fiumi del Nord Italia che ha più risentito della pesantissima urbanizzazione avvenuta sulle sue rive. Inoltre, il suo corso è stato modificato e danneggiato a favore dell'urbanizzazione e ciò è stato causa di esondazioni e danni di vario genere. Negli anni '80 e '90 iniziarono le proteste di ambientalisti e milanesi sulle condizioni del Lambro, oggi la qualità delle acque è migliorata nettamente e molte specie di pesci e volatili sono tornati a popolarlo.